Cosa vuol dire fare Coming Out

coming out

Esploriamo il mondo delle parole e dei significati. Vediamo cosa vuol dire fare coming out e scopriamo similitudini e differenze con altri termini e modi di dire di questo millennio.

In un precedente post abbiamo parlato di cosa vuol dire fare outing e visto che questo termine viene spesso confuso con coming out in questo articolo vediamo le differenze tra i due termini e cerchiamo di capire meglio.

I termini del millennio

Innanzitutto è bene specificare che questi due termini (fare outing e fare coming out) si riferiscono al mondo omosessuale nel quale una donna, o un uomo, ha una relazione con una persona del suo stesso sesso.

Coming out

Con queste due parole inglesi (to come = venire e out = fuori) si intende venir fuori allo scoperto. Più specificatamente deriva dalla frase inglese “coming out of the closet” che letteralmente significa uscire dal ripostiglio e inteso come nascondiglio.

Nel gergo del mondo LGBT (acronimo che significa Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali) significa esporsi, ovvero dichiararsi, cioè comunicare al mondo ciò che si è e quali sono le proprie inclinazioni sessuali.

In passato il termine “coming out” veniva associato al debutto delle ragazze in società, al giorno d’oggi, invece, è strettamente collegato al mondo gay e lesbo. Come si diceva, e come si sottolinea, è la persona stessa che decide come e quando dichiararsi.

Per differenza

I termini “fare outing” e “coming out” sono spesso confusi, ma vogliono dire due cose completamente differenti. Nel primo caso, come abbiamo visto, la persona non ha deciso di esporsi, ma viene “esposta” da qualcuno che ha spettegolato (perché alla fine è di questo che si tratta) sulla vita altrui per enne ragioni.

Di solito lo fanno i giornali pubblicando fotografie e scatti rubati, oppure persone che amano svelare segreti che riguardano altri, o amanti delusi, donne o uomini rifiutati che sono arrabbiati, offesi o pieni di astio. Nella nostra società ci sono molti a cui piace spettegolare, è un dato di fatto. Purtroppo non pensano a quanto male possono fare i pettegolezzi a persone già fragili che vivono situazioni complicate.

Nel coming out è la persona stessa, dopo averci pensato e aver fatto un’attenta valutazione della sua vita, dei suoi desideri, del suo mondo, esteriore ed interiore a decidere come e quando rivelare al mondo la propria natura.

Questo accade perché la nostra società è basata su un modello eterosessuale, dove è questa la normalità cosicché una persona di orientamento diverso si sente in qualche modo spinta a dichiarare la propria diversità.

Di sicuro può essere utile nella ricerca di un/una partner, ma al mondo non dovrebbe interessare e ognuno dovrebbe essere libero di vivere secondo le sue scelte, che le si condivida o meno si tratta appunto di libertà.

Un cenno di storia

Il coming out fu introdotto dall’omosessuale Karl Heinrich Ulrichs, un pioniere tedesco. L’uomo riteneva che questa pratica fosse utile all’emancipazione e all’ottenimento dei diritti per i gay. Il primo americano a fare coming out fu il poeta Robert Duncan nel 1944.

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Spero che questo articolo ti sia stato utile e sia servito a spiegarti meglio la differenza tra questi due termini. Hai altre domande? Scrivici in redazione attraverso il modulo di contatto, ti risponderemo il più presto possibile.

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Marina

Scrittrice, giornalista e blogger si dedica alla scrittura di articoli, post, racconti e romanzi, ma organizza anche corsi per imparare a scrivere sul web. Nel blog personale articoli e post utili ai blogger e non solo.

13 pensieri riguardo “Cosa vuol dire fare Coming Out

  • 31 Dicembre 2018 in 0:42
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    Finalmente ho chiarito i miei dubbi sulle differenze tra “fare outing” e “coming out”, spesso usati erroneamente nello stesso senso.

    Risposta
    • 5 Gennaio 2019 in 12:35
      Permalink

      Si, a volte è facile sbagliarsi, anche perché non sono termini che vengono spiegati

  • 29 Dicembre 2018 in 20:42
    Permalink

    Non sapevo tutti questi dettagli e queste differente, sono del parere che tutti dovrebbero leggere questo articolo!

    Risposta
    • 5 Gennaio 2019 in 12:39
      Permalink

      Hai ragione Sari, buon fine settimana

  • 26 Dicembre 2018 in 19:55
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    Con questo post mi hai aperto un mondo. Ero convinta che outing e coming out fossero la stessa cosa. Anzi, devo dirti che per diversi anni Coming out non lo avevo mai neanche sentito e tutti i miei amici gay quando parlavano di “uscire allo scoperto” con parenti e amici dicevano “ho fatto outing”…

    Risposta
    • 5 Gennaio 2019 in 12:50
      Permalink

      Ciao Raffi, in effetti l’ho scritto per un motivo simile. Ho alcune amiche e amici omosessuali e sentendoli mi ero confusa anche io. Così ho pensato di chiarire le cose

  • 24 Dicembre 2018 in 16:56
    Permalink

    Interessante scoprire come si evolvono le espressioni. Quella che prima veniva utilizzata per annunciare il debutto in società, adesso assume altri significati. Grazie per il chiarimento.

    Risposta
    • 5 Gennaio 2019 in 12:52
      Permalink

      Ciao Sara, di nulla. Grazie a te per essere passata dal blog

  • 23 Dicembre 2018 in 0:34
    Permalink

    Molto interessante, non avevo mai analizzato a fondo l’uso dei termini e la differenza che corre tra i due ..

    Risposta
  • 21 Dicembre 2018 in 12:37
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    sai che non sapevo la differenza tra coming out e outing? sono convinta che tutte le persone devono sentirsi bene con se stesse senza essere giudicate per colore della pelle o inclinazioni sessuali! 🙂

    Risposta
    • 22 Dicembre 2018 in 12:21
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      Perfettamente d’accordo. Altrimenti non è vivere

  • 20 Dicembre 2018 in 9:20
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    Il tuo articolo mi ha fatto riflettere sul fatto che, ancora oggi, alcune persone siano messe così tanto sottopressione e “debbano” dichiarare chissà quale cosa che riguarda la loro sfera intima e personale. Non lo so, lo trovo così ipocrita. Ci sono persone che nascondono cose davvero terribili e nessuno gli chiede niente. Ma lasciare le persone oneste libere di essere quello che sono senza costringerle a nulla?

    Risposta
    • 20 Dicembre 2018 in 21:49
      Permalink

      Ciao Noemi, sono perfettamente d’accordo con te.

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