31 Gen '17

Marina

Scrittrice, giornalista e blogger si dedica alla scrittura di articoli, post, racconti e romanzi, ma organizza anche corsi per imparare a scrivere sul web. Nel blog personale articoli e post utili ai blogger e non solo.

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Cosa vuol dire fare Outing

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Outing film Carol

Cosa vuol dire fare Outing? Questa parola, specialmente negli ultimi tempi si sente dire spesso, ma cosa significa di preciso? E chi la usa?

Fare Outing

Out è una parola inglese e significa, letteralmente, fuori. La parola “outed“, invece viene utilizzata quando una persona viene “scoperta”.

Scoperta, su cosa?

Sulla sua inclinazione sessuale. Sì, perchè Fare Outing significa scoprire che una persona ha delle preferenze sessuali differenti da quelle che fino a quel momento si credeva. Il termine ha iniziato ad essere utilizzato in chiave moderna (cioè in questo senso) nel 1990, quando uscì sul Time un articolo che spingeva gli omosessuali ad uscire allo scoperto.

Facciamo un esempio.

Si pensa che un noto attore ami le donne, invece all’improvviso si scopre che è omosessuale. Nell’Outing però la persona interessata non ha dato il suo consenso perché questa cosa che riguarda la sua privacy e sua sfera privata sia rivelata.

Quindi viene fatto senza che abbia potuto scegliere. Quindi si violano i suoi diritti e la sua privacy.

Pensavi che Outing volesse dire rivelare le proprie preferenze sessuali?

Il termine per definire chi dichiara di essere omosessuale è Coming-Out, che letteralmente, significa venir fuori. Di base non ci si nasconde più e quindi “si viene fuori”.

Allo scoperto.

I due termini differiscono enormemente tra loro:

  • il primo termine evidenzia come alla persona sia stata imposta la scelta, (si potrebbe arrivare anche a una denuncia per diffamazione)
  • il secondo termine, invece, evidenzia come il fatto di dichiararsi sia una scelta.

Una bella differenza

Quindi se senti dire che qualcuno è GAY, si dice Fare Outing, se senti una persona dire che lei stessa è omosessuale si dice Coming-Out.

Al giorno d’oggi entrambe queste situazioni sono diventate quasi una moda e la privacy viene spesso gettata alle ortiche.

In un caso, e anche nell’altro, la sfera intima e privata di una persona dovrebbe rimanere tale.

Personalmente sono un po’ all’antica e credo proprio che ognuno, il suo spazio sessuale debba viverselo in privato, nel modo che preferisce.

Conosco diversi uomini omosessuali, ma non l’hanno dichiarato quando si sono presentati e nemmeno l’hanno ostentato. Semplicemente, nel momento in cui si era nel discorso, di compagni e partner, vi hanno fatto un accenno.

Sarà banale, ma secondo me è molto più poetico dire “ti presento il mio compagno, Luca” che dire “sono omosessuale“.

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photo credits | Dal Film Carol con Cate Blanchett

 

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There are 2 Comments.

  1. Marina Napolitano
    1:55 2 dicembre 2017

    E’ un momento delicato che purtroppo molti vivono male perdendo la serenità

  2. gracetrips
    22:39 1 dicembre 2017

    Un post molto interessante mi fa tornare in mente la mia tesi di laurea specialistica dedicata proprio alla terminologia che caratterizza il mondo omosessuale.

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