Wedding cake, torta di nozze rifiutata a coppia omosessuale

wedding cake torta di nozze
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Un panettiere in provincia di Denver rifiuta di fare una wedding cake, cioè una torta nuziale, per una coppia omosessuale affermando che la sua fede glielo impedisce, i due lo citano in giudizio e lo portano in tribunale.

La sentenza non è ancora stata emessa, ma la diatriba verte su un punto saliente ed estremamente importante, di non facile soluzione: può una persona, a causa della sua fede religiosa, rifiutare di fare una torta o di dare un servizio?

Questo non è stato il primo caso di quella che viene chiamata discriminazione. Nello stato di Washington un fioraio si è rifiutato di preparare il servizio di fiori per un matrimonio in cui i due futuri sposi erano dello stesso sesso, ad Albuquerque è stata la volta di un fotografo. In quest’ultimo caso la sentenza è stata a suo sfavore.

La causa del panettiere verte sulla discriminazione e sulla libertà. Da un lato i due omosessuali che vorrebbero veder rispettati i loro diritti, dall’altro una persona che non vuole venir meno alle sue credenze religiose, per cui decide di non accettare un incarico e un business.

Chi ha ragione?

Indubbiamente, se la guardiamo dal punto di vista dei due ragazzi che intendevano sposarsi possiamo vedere le loro ragioni. Certo chissà quanti fornai e pasticceri avrebbero potuto contattare al posto di questo che non voleva far loro la torta.

Il fornaio, non aveva meno ragioni. La fede religiosa è una cosa molto seria, che le persone seguono per un motivo spirituale, non certo venale o materiale. Se l’uomo ha deciso di rinunciare ad un lavoro era e rimarrà sempre un suo diritto.

Nessuno può obbligare una persona ad accettare un incarico se questa non intende farlo.

Si potrebbe rinunciare ad una commissione per tantissimi motivi differenti, ma nessuno dovrebbe o potrebbe obiettarne.

La discriminazione è qualcosa che lede i diritti umani delle persone, ma la libertà individuale è lo stesso un diritto delle persone, come pure la libertà di seguire la propria religione.

Forse però non si dovrebbe parlare di discriminazione bensì di scelta personale del fornaio in base alla sua fede e in ciò in cui crede. Giusto o sbagliato? Ognuno lo stabilisce per sé.

Ad ogni modo non vorrei essere nei panni del giudice che dovrà decidere la sentenza.

Cosa farà il giudice? A chi darà ragione? Al fornaio oppure alla coppia? O magari a tutte e due le parti? E voi che ne pensate? Cosa fareste al suo posto?

 

Elettra

 

photo credits | goodmenproject

Elettra

Elettra Scali è mamma, blogger, ghost writer, ma anche scrittrice per bambini e donne. Ama scrivere e leggere e la famiglia alla quale dedica molto del suo tempo. La trovate su Facebook e Google+. Per scrivere alla redazione: scriviallaredazione@gmail.com con oggetto Chiacchiere tra Donne.

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